Il Paese guarda
al Friuli con fiducia
Il presidente del consiglio Moro, a Udine e a Pordenone, assicura la continuità
dell'intervento dello stato per l'emergenza e conferma alla regione il pieno appoggio per
l'opera di ricostruzione. Riconoscimento al coraggio e alla tenacia delle nostre genti.
LI ASPETTAVAMO
Arrivano i vecchi alpini. C'è un'altra
adunata alpina o Udine, in Friuli, questa volta non per sfilare, per ricostruire. Si
ricompongono, in questi giorni, i battaglioni dei congedati, e si organizzano come
muratori. Tra un paio di giorni saranno al lavoro o Gemona, a Magnano, a Osoppo e negli
altri paesi devastati. Come sempre nelle adunate della solidarietà civile alpina,
verranno da tutto il paese. Saranno migliaia che si daranno il cambio ogni quindici
giorni. Saranno autonomi, con disciplina propria, un poco scarpona, e cioè niente affatto
formale, ma molto sicura ed efficiente. E principalmente faranno miracoli come hanno
sempre saputo fare anche quando si sono trovati maledettamente fuori della loro ferro.
Abbiamo appreso con piacere questa notizia che del resto ci attendavamo. Pensavamo infatti
che il Friuli, terra di alpini, non poteva rimanere solo con i suoi o lavorare per rifare
le case. Per gli alpini, friulani e no, lo casa è un qualcosa che vale quanto un simbolo,
anzi è di più. Ha scritto Rigoni Stern nel suo indimenticabile Sergente nella neve che
la parola d'ordine degli alpini nella steppa russa, in ritirata nel gelo, era appunto
andiamo a casa. Quelli che sono tornati, che hanno ritrovato una casa, o che se la sono
rifatta, sono molti in Friuli. Sono altresì moltissimi in tutta Italia. Ebbene, è corsa
in questi giorni per l'Italia una voce, è risuonata come un appello nel cuore dei veci
che non hanno sofferto il terremoto. E questi veci hanno pensato che se gli alpini del
Friuli hanno bisogno di una mano, beh, bisogna dargliela subito, senza pensare su nessuno,
facendo qualcosa di utile, operando cioè concretamente. Verranno, dicono quelli che sanno
di più e però sono riservati e schivi di informazioni com'é nel loro stile appunto
alpino, per riattare le case lesionate che si possono ancora salvare. E' questo, come si
sa, il compito più urgente per affrontare il freddo e la pioggia che verranno dopo lo
breve estate. Alla fase intermedia, della sistemazione provvisoria, dopo quella d
'emergenza, è più difficile provvedere. Ricostruire, con la conoscenza atavica della
buona arte dell'alzare muri per cui i friulani sono noti in tutto il mondo, sarà più
lungo, meno difficile, anche se onerosissimo. E' dunque adesso il momento critico, non
tanto perché continuano le scosse, alle quali ci siamo, in qualche modo, abituati, ma
perché è il momento di passaggio verso il futuro, il nuovo Friuli. Adesso non si deve
sbagliare, non si deve fare qualcosa di provvisorio che diventi troppo o lungo
provvisorio. II presidente del consiglio Moro, ritornato per vedere come vanno le cose, di
questo abbiamo inteso che si é preoccupato. Ha visto ancora che in Friuli si lavora e
già si progetta seriamente. Giustamente, nel suo stile trattenuto (che pure,
conoscendolo, tradiva emozione), ha lodato il coraggio e la tenacia friulani, gente alpina
certo.
Vittorino Meloni |

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Magnano
in Riviera: l'Albergo Ristorante Morena |

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Dovunque
un patrimonio artistico perduto |
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