Un grande impegno deciso
dal paese per il Friuli
La solidarietà nazionale per la ricostruzione dei centri colpiti dal
sisma.
Senato e Camera unanimi votano gli 833 miliardi. La Regione delimita in tre fasce le zone
per le provvidenze.
IL SOCCORSO CHE CI VOLEVA
Un voto unanime del senato e della camera
per il Friuli. Da quanto tempo, nel nostro parlamento (peraltro riunito d'emergenza
essendo soggetto al decreto presidenziale di scioglimento) non si registrava fatto simile?
Non crediamo che si possa facilmente ricordare: sarà avvenuto, ma tanti anni, qualche
decennio, addietro. Questa eccezione significa che il paese é tutto unito nello sforzo,
che sarà grande e cospicuo, di soccorrere la nostra terra e di concorrere a costruirla.
Vuol dire anche che non ci mancano solidarietà e comprensione e che dunque non siamo ne
abbandonati né negletti. Mai come in questo momento, dunque, siamo collegati strettamente
alla comunità nazionale, che é con noi e vuole aiutarci senza badare a spese. Il Friuli
che ha sofferto il fatale sussulto di giovedì 6 maggio e poi continua a vivere il
calvario delle scosse, per fortuna calando, si é ben meritato un riconoscimento così
ampio e fidato. Non soltanto per quanto ha dimostrato di essere nei giorni di un grande
martirio, ma anche per tutto il suo passato, la sua storia di sacrifici e di laboriosità
esemplare. E' pure emblematico che, per la prima volta nella storia d'Italia,
l'amministrazione degli aiuti, dei mezzi che sono stati messi a disposizione della
nazione, sia stata affidata non alla burocrazia centrale, verso la quale si nutrono
diffidenze sulla sua celerità di intervento (che sono state anche alle origini della
volontà di ottenere una regione speciale), ma appunto agli organi locali, alla regione e
quindi ai sindaci. Il Friuli é davvero una regione speciale: nella disgrazia ha
un'occasione per dare un altro esempio al paese. Noi possiamo credere che saprà darlo. La
legge che é stata votata ieri al Senato e alla Camera stanzia per il Friuli 833
miliardi.E' una cifra imponente e pur forse ancora insufficiente a tutto quel che occorre
per la restaurazione dei paesi distrutti e per quelli danneggiati. Ma a questo punto
possiamo ben sperare che altro verrà , non soltanto dalla solidarietà nazionale, ma
anche da quella internazionale. E' venuto Rockefeller, ricordiamo, a darci 21 miliardi
stanziati i tre ore dal congresso americano come primo atto di intervento. Domani verrà
Ortoli, il presidente del consiglio europeo, che certo altri aiuti ci darà. Ma c'è un
fiume di offerte, tutte grandi e generose, che sta arrivando. Le fondamenta della
ricostruzione dovevano essere gettate dalla legge italiana; ed é stato fatto in modo che,
almeno a prima vista, sembrava avere più - efficacia e più - equità di quanto si
riteneva. E' certo che é stata migliore dalle camere, in due tempi pur strettissimi, non
soltanto con l'ampliamento delle provvidenze, ma anche temperando una profilata
sperequazione.L'idea originaria era di riservare tutto il possibile ai comuni dei morti e
pressoché totalmente distrutti. Qualche sconfinamento da tale limite provoca ingiustizie
e risentimenti.D'altra parte, l'esclusione netta e totale delle zone terremotate, con case
lesionate pur senza morti, o pochi rispetto ai paesi dentro il primo cerchio del sisma,
era lo stesso un'ingiustizia. Come dicevamo ieri, occorreva un soccorso, certamente minore
e neppure alla lontana paragonabile con quello dell'epicentro, anche alle zone, tra cui
Udine, pur profondamente, anche se non mortalmente, ferite. Ci pare che così sia stato
operato. Adesso tocca ai friulani far vedere al paese, ancora una volta, come sanno
compiere miracoli. Perché in questo caso ce ne vogliono davvero. |

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Colonne di
soldati dell'esercito italiano,
austriaco, tedesco e u.s.a. |

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Soldati
dell'esercito italiano girano tra le macerie |
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