Seconda domenica di lavoro in Friuli
con pause soltanto per i riti all'aperto
Dopo il terremoto del 6
maggio, ancora scosse di assestamento.
Elicottero canadese cade ad Avasinis: un morto e due feriti.
QUALCUNO S'E' MESSO ANCHE IL
VESTITO DELLA FESTA
Ritrovare un amico
di scuola, dopo tanti anni, abbracciarlo e sintirsi dire: "sei capitato nella più
brutta giornata della mia vita. Dovranno abbattermi la casa: i tecnici hanno detto poco fa
che non si può recuperare". Il cuore si stringe, tanto più sapendo che Armando
Zecchinon, di Sequals, ha investito in quelle vecchie mura, abbellite dalle arcate, i
risparmi di anni di lavoro in una delle tante piccole scuole sperdute nella val Raccolana.
Una domenica, la seconda dopo la tragedia, passata a rimuovere le macerie, a portare fuori
mobili e stoviglie dalla casa pericolante. Un dramma che si è moltiplicato per migliaia
di volte ieri anche nella pedemontana pordenonese, una zona stupenda, con quel verde
incredibile che avvolge i paesi scossi dal sisma. Non è giorno di festa nel paese di
Carnera, la cui villa, come chi la abitò, è ancora salda come una roccia. Nel municipio,
rimesso a nuovo due anni fa e ora sorretto da puntelli, si lavora. Le squadre di tecnici
portano i risultati dei sopralluoghi, si decide sulle case da abbattere. E' lo stesso
sindaco Bortuzzo, indaffaratissimo, che ci accoglie. "Scomparirà - afferma - il 70
per cento delle abitazioni. Le elementari, l'asilo, la chiesa di San Nicolò a Sequals, di
San Zenone a Lestans e di San Pietro nel capoluogo sono da demolire. Gravissime lesioni
hanno riportato quasi tutti gli altri edifici pubblici e i monumenti, oltre alla sede
della Somsi". Proprio nella sala dell'Operaia, la notte del sisma, si trovavano una
trentina di donne, riunite per decidere sulle iniziative da attuare per la festa dei
fiori. Sono appena riuscite a scappare prima che il tetto si abbattesse all'interno. Nel
paese, il borgo Fontana non c'è quasi più. Già il terremoto del 25 ottobre 1812 lo
aveva spezzato. Non c'erano state vittime. Quasi tutta la gente era a messa, quando il
movimento tellurico aveva squarciato l'abside della chiesa di Sant'Andrea. Da quella
volta, ogni anno, si celebra un rito di ringraziamento per lo scampato pericolo. Nemmeno
stavolta ci sono stati morti. Ma Sequals, anche se dall'esterno non sembra, è gravemente
ferito. Secoli di storia se ne sono andati con le chiese scoperchiate e i muri squarciati,
con le vecchie residenze patrizie pericolanti. La chiesa di San Nicolò, costruita prima
del Mille, e che aveva resistito a tante invasioni e devastazioni, scomparirà. La vedremo
ancora, forse, negli "intervallo" della televisione, dove ogni tanto appariva in
diapositiva. C'è speranza di salvare, invece, la vecchia dimora dei Savorgnan, a Lestans,
costruita intorno al 1600. Uno dei proprietari l'abbiamo trovato mentre lavorava nella
grande casa, a coprire mobili, a prosciugare l'acqua che ha invaso il primo piano.
"Se il sopralluogo dovesse essere negativo - afferma - non lascerò che la buttino
giù. Questa è storia, è vita della nostra gente, il nostro passato. Farò di tutto per
rimetterla a posto. Spero che qualcuno, la soprintendenza anzitutto, ci dia una
mano". Lo dice mentre si sale in soffitta. Le vecchie travi, enormi, hanno resistito.
Qualcuna si è mossa, impercettibilmente, ma ha tenuto duro. I pavimenti in stile
veneziano, sono perfetti, ma i muri sono segnati. "Messa a posto, suggerisce il
maestro - potrebbe diventare una specie di museo, un gioiello da inserire in un itinerario
turistico. Ci sono tante cose da vedere qui". E intanto attende il destino della
villa. I tecnici arriveranno a momenti.
Ido Cibischino |

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Clauzetto:
le vie del centro |

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Si
scava ancora ininterrottamente |
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