MESSAGGERO VENETO Anno XXXI - N. 19
lunedì 17 maggio 1976


Seconda domenica di lavoro in Friuli con pause soltanto per i riti all'aperto

Dopo il terremoto del 6 maggio, ancora scosse di assestamento.
Elicottero canadese cade ad Avasinis: un morto e due feriti.

QUALCUNO S'E' MESSO ANCHE IL VESTITO DELLA FESTA

Ritrovare un amico di scuola, dopo tanti anni, abbracciarlo e sintirsi dire: "sei capitato nella più brutta giornata della mia vita. Dovranno abbattermi la casa: i tecnici hanno detto poco fa che non si può recuperare". Il cuore si stringe, tanto più sapendo che Armando Zecchinon, di Sequals, ha investito in quelle vecchie mura, abbellite dalle arcate, i risparmi di anni di lavoro in una delle tante piccole scuole sperdute nella val Raccolana. Una domenica, la seconda dopo la tragedia, passata a rimuovere le macerie, a portare fuori mobili e stoviglie dalla casa pericolante. Un dramma che si è moltiplicato per migliaia di volte ieri anche nella pedemontana pordenonese, una zona stupenda, con quel verde incredibile che avvolge i paesi scossi dal sisma. Non è giorno di festa nel paese di Carnera, la cui villa, come chi la abitò, è ancora salda come una roccia. Nel municipio, rimesso a nuovo due anni fa e ora sorretto da puntelli, si lavora. Le squadre di tecnici portano i risultati dei sopralluoghi, si decide sulle case da abbattere. E' lo stesso sindaco Bortuzzo, indaffaratissimo, che ci accoglie. "Scomparirà - afferma - il 70 per cento delle abitazioni. Le elementari, l'asilo, la chiesa di San Nicolò a Sequals, di San Zenone a Lestans e di San Pietro nel capoluogo sono da demolire. Gravissime lesioni hanno riportato quasi tutti gli altri edifici pubblici e i monumenti, oltre alla sede della Somsi". Proprio nella sala dell'Operaia, la notte del sisma, si trovavano una trentina di donne, riunite per decidere sulle iniziative da attuare per la festa dei fiori. Sono appena riuscite a scappare prima che il tetto si abbattesse all'interno. Nel paese, il borgo Fontana non c'è quasi più. Già il terremoto del 25 ottobre 1812 lo aveva spezzato. Non c'erano state vittime. Quasi tutta la gente era a messa, quando il movimento tellurico aveva squarciato l'abside della chiesa di Sant'Andrea. Da quella volta, ogni anno, si celebra un rito di ringraziamento per lo scampato pericolo. Nemmeno stavolta ci sono stati morti. Ma Sequals, anche se dall'esterno non sembra, è gravemente ferito. Secoli di storia se ne sono andati con le chiese scoperchiate e i muri squarciati, con le vecchie residenze patrizie pericolanti. La chiesa di San Nicolò, costruita prima del Mille, e che aveva resistito a tante invasioni e devastazioni, scomparirà. La vedremo ancora, forse, negli "intervallo" della televisione, dove ogni tanto appariva in diapositiva. C'è speranza di salvare, invece, la vecchia dimora dei Savorgnan, a Lestans, costruita intorno al 1600. Uno dei proprietari l'abbiamo trovato mentre lavorava nella grande casa, a coprire mobili, a prosciugare l'acqua che ha invaso il primo piano. "Se il sopralluogo dovesse essere negativo - afferma - non lascerò che la buttino giù. Questa è storia, è vita della nostra gente, il nostro passato. Farò di tutto per rimetterla a posto. Spero che qualcuno, la soprintendenza anzitutto, ci dia una mano". Lo dice mentre si sale in soffitta. Le vecchie travi, enormi, hanno resistito. Qualcuna si è mossa, impercettibilmente, ma ha tenuto duro. I pavimenti in stile veneziano, sono perfetti, ma i muri sono segnati. "Messa a posto, suggerisce il maestro - potrebbe diventare una specie di museo, un gioiello da inserire in un itinerario turistico. Ci sono tante cose da vedere qui". E intanto attende il destino della villa. I tecnici arriveranno a momenti.

Ido Cibischino

Clauzetto: le vie del centro

Si scava ancora ininterrottamente