MESSAGGERO VENETO Anno XXXI - N. 132
sabato 5 giugno 1976

La volontà del Friuli
tutta per la casa

Domani sarà passato un mese dalla terribile sera del 6 maggio. Due scosse, una anomala con epicentro vicino a Maniago, ma sempre di lieve entità.


UN SOLO PROGRAMMA

Domani sarà passato un mese dalla scossa fatale del terremoto e ancora le scosse continuano, con alcune fuori centro, incomprensibili, e altre lontane, collegate o no, chi mai lo sa, e principalmente resta, dentro a chi l'ha provato, l'angoscia di quei 55 interminabili secondi di paura della terra che si scuote con un inaudito boato. Non vorremmo più parlarne, neppure ricordare; e invece dobbiamo pensare e guardarci attorno e darci da fare perché non c'è tempo per altro che non sia la volontà di ricominciare. Il disastro continua a mostrare i suoi orridi segni ogni giorno che passa. E man mano che se ne misura, anche approssimativamente, la dimensione, si capisce che è più grande delle pur gravi considerazioni dei primi giorni. Si comprende pure bene che prima di riparare il male terribile che ha sconquassato il Friuli ci vorrà tanto, tanta forza, tanti mezzi e tanto coraggio. Chiunque si avvilirebbe e potrebbe anche cedere, ma la gente dà prova costante di essere, se si può dire, più forte del terremoto, o per lo meno resistente al massimo grado. Non c'è stasi nella voglia di fare, di organizzarsi, di provvedere al domani al prossimo freddo e a tutte le incombenze infinite che una grande comunità senza casa, o con riparo insicuro, si trova ad affrontare. Sembrerebbe impossibile, ma c'è persino sotto le tante, troppe tende, una specie di normalità - non di assuefazione, s'intenda bene - che sbalordisce chiunque venga a trovare i terremotati. A Majano, ieri per esempio, sono stati distribuiti i certificati elettorali e l'adempimento, sempre compiuto egregiamente in Friuli si è cominciato a svolgere con insospettate e non prevedibili efficienza a partecipazione. I voti del Friuli saranno per la casa che resta il centro, delle aspirazioni e la grande meta del domani. Per questo, è fondata la convinzione generale che le elezioni si svolgeranno anche nei comuni disastrati nel modo più regolare ed equilibrato, senza bisogno di chiacchiere, di comizi e di radunate, badando al concreto, che è lo scopo di ogni atto della gente friulana. Avere una completa rappresentanza alle Camere significa avere una garanzia che la voce del Friuli non sarà attenuata, ma si leverà laddove si decide la solidarietà nazionale. La politica, se così si può chiamare, ha un solo programma ed è la ricostruzione. Nell'unione con la regione, in tutte le sue componenti territoriali attente e generose; nella consapevolezza della comprensione e della solidarietà internazionali, che nasce dall'esempio sinora dato e dalla ammirazione che da ciò proprio deriva, il Friuli che il terre moto ha sconvolto, ma non disgregato, si ricompone con la sua anima di sempre, sicura, salda e avveduta.

 Vittorino Meloni 

 

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