La volontà del Friuli
tutta per la casa
Domani sarà passato un mese dalla terribile sera del 6 maggio. Due
scosse, una anomala con epicentro vicino a Maniago, ma sempre di lieve entità.
UN SOLO PROGRAMMA
Domani sarà passato
un mese dalla scossa fatale del terremoto e ancora le scosse continuano, con alcune fuori
centro, incomprensibili, e altre lontane, collegate o no, chi mai lo sa, e principalmente
resta, dentro a chi l'ha provato, l'angoscia di quei 55 interminabili secondi di paura
della terra che si scuote con un inaudito boato. Non vorremmo più parlarne, neppure
ricordare; e invece dobbiamo pensare e guardarci attorno e darci da fare perché non c'è
tempo per altro che non sia la volontà di ricominciare. Il disastro continua a mostrare i
suoi orridi segni ogni giorno che passa. E man mano che se ne misura, anche
approssimativamente, la dimensione, si capisce che è più grande delle pur gravi
considerazioni dei primi giorni. Si comprende pure bene che prima di riparare il male
terribile che ha sconquassato il Friuli ci vorrà tanto, tanta forza, tanti mezzi e tanto
coraggio. Chiunque si avvilirebbe e potrebbe anche cedere, ma la gente dà prova costante
di essere, se si può dire, più forte del terremoto, o per lo meno resistente al massimo
grado. Non c'è stasi nella voglia di fare, di organizzarsi, di provvedere al domani al
prossimo freddo e a tutte le incombenze infinite che una grande comunità senza casa, o
con riparo insicuro, si trova ad affrontare. Sembrerebbe impossibile, ma c'è persino
sotto le tante, troppe tende, una specie di normalità - non di assuefazione, s'intenda
bene - che sbalordisce chiunque venga a trovare i terremotati. A Majano, ieri per esempio,
sono stati distribuiti i certificati elettorali e l'adempimento, sempre compiuto
egregiamente in Friuli si è cominciato a svolgere con insospettate e non prevedibili
efficienza a partecipazione. I voti del Friuli saranno per la casa che resta il centro,
delle aspirazioni e la grande meta del domani. Per questo, è fondata la convinzione
generale che le elezioni si svolgeranno anche nei comuni disastrati nel modo più regolare
ed equilibrato, senza bisogno di chiacchiere, di comizi e di radunate, badando al
concreto, che è lo scopo di ogni atto della gente friulana. Avere una completa
rappresentanza alle Camere significa avere una garanzia che la voce del Friuli non sarà
attenuata, ma si leverà laddove si decide la solidarietà nazionale. La politica, se
così si può chiamare, ha un solo programma ed è la ricostruzione. Nell'unione con la
regione, in tutte le sue componenti territoriali attente e generose; nella consapevolezza
della comprensione e della solidarietà internazionali, che nasce dall'esempio sinora dato
e dalla ammirazione che da ciò proprio deriva, il Friuli che il terre moto ha sconvolto,
ma non disgregato, si ricompone con la sua anima di sempre, sicura, salda e avveduta.
Vittorino Meloni |

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