| Aiutare il Friuli che si aiuta
Oltre che un dovere morale è un urgente problema politico. Una leggera scossa
interrompe la pausa di 2 giorni. Si scelgono le aree per i prefabbricati.
NEL GIUSTO CONTO
Nelle tendopoli, pur tra
infiniti disagi, è vivo lo spirito di iniziativa e di capacità dei friulani. I cronisti
che vanno a visitarle scoprono che la povera gente senzatetto ha saputo adattarsi e
organizzarsi, con quel poco che ha racimolato e con quel che ha ottenuto, in maniera da
sopravvivere. Sono tutti veramente ammirevoli e, come sempre, danno un esempio. Ma sotto
le tende - non ci stancheremo di ripeterlo - non si può vivere a lungo, specialmente se
si tratta di persone vecchie. Se non arrivano presto i prefabbricati, se non si sollecita
al massimo lo sforzo di impiantare la casa provvisoria per chi ha persa la sua con il
terremoto, la situazione diventerà grave, essendo già difficile, e insostenibile anche a
chi abbia tanta forza d'animo e un coraggio cosi grande come è stato dimostrato.Che
cos'é che rende questa gente così forte e resistente, tanto industriosa e non
arrendevole? Viene da chiederselo anche avendo visto e conosciuto altri episodi di
intraprendenza e di laboriosità. Perché bisogna essere di una tempra rara ed eccezionale
per resistere quasi due mesi senza quel minimo di riparo e di necessario che hanno anche i
più diseredati. Va bene avere l'abitudine al sacrificio, consideriamo anche che si tratta
di un popolo di emigranti e quindi non inconsapevoli di disagi in zone anche climatica
mente diverse dalla nostra, ma con la terra che trema, con il caldo che soffoca, con la
pioggia che spegne la siccità a tratti e rende più afosa alla fine l'atmosfera, con il
dolore addosso di quanto è stato perduto, con il lutto nel cuore e la prospettiva non
proprio vicina di avere al massimo una baita, 6n prefabbricato, forse addirittura
un'aborrita baracca, beh, per continuare a lavorare e a restare accanto alle macerie ci
vuole davvero una dote eccezionale di pazienza e di fiducia.I friulani hanno certamente
fiducia in se stessi. Sono soddisfatti che il denaro per i restauri e la ricostruzione sia
stato affidato a gente di qui e non sia rimasto nei meandri burocratici di Roma Però, si
domandano se tutto quel che loro fanno, tutto quel che patiscono, basterà perché di essi
si ricordino, perché giungano tutti i mezzi, o almeno quanto è minimamente sufficiente,
per affrontare il freddo, l'inverno che arriverà presto, quest'anno anche troppo presto
perché farà prima freddo nelle tende di quel che sarebbe stato nelle case, anche vecchie
e povere, costruite di sasso, con la fatica di generazioni.Guai davvero se tanta
abnegazione, cosi splendido spinto di sacrificio, se tutte le prove date non saranno
tenuti in conto là dove si dovranno prendere altre decisioni per soccorrere il popolo che
soffre la mancanza di un'abitazione. Bisogna aiutare i friulani perché essi si sanno
aiutare. E' questo che devono sapere a Roma questo devono ricordare le camere. Il problema
del Friuli deve essere il primo problema politico italiano. Un problema che non si può
rinviare.
Vittorino Meloni |

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Partire
lasciando tutto, il nulla di ciò che resta |

Si cerca di farsi forza
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