MESSAGGERO VENETO Anno XXXI - N. 148
giovedì 24 giugno 1976

Il Friuli merita la precedenza

Tra i primi punti alle nuove camere devono trovare posto i problemi della terra devastata dal terremoto. Cresce il disagio dei senzatetto mentre scema la psicosi delle scosse - si spera - in esaurimento.

NON PUÒ ATTENDERE

Più che alle analisi del voto del 20 giugno. nelle chiacchiere e ai propositi più o meno emotivi che si fanno altrove, qui si medita sulla condizione difficile e grave creata dal terremoto. Fortunatamente, le scosse non sono più un appuntamento quotidiano: è subentrata una calma finalmente rassicurante. C'é la buona notizia, pur diffusa con cautela perché in campo sismico non si possono mai fare previsioni e calcoli certi, secondo cui la coda del terremoto sarebbe ormai in esaurimento. Se riusciremo, e crediamo proprio che sia possibile, a metterci il cuore in pace, perdendo quindi almeno uno parte della psicosi penetrata dentro tutti noi dopo il 6 maggio, si lavorerà e si realizzerà con maggiore speditezza e con risultati soddisfacenti. E' questione di tempo per questo problema psicologico come del resto lo è per quelli della ricostruzione. Ed è questione di volontà e di iniziativa che non dovranno venire meno. Mentre svaniscono le scosse, però, non altrettanto può dirsi per il maltempo: il caldo e poi la pioggia e il vento subentrati all'afa mettono i senzatetto di fronte a nuove prove. A questa altalena non ci si assuefà. Anche se non si manifestano rabbia o scoramento, comportamenti non usuali ai friulani, é notevole che si avverta più acutamente l'esigenza di provvedere. Sappiamo che la regione sta approntando altri provvedimenti che crediamo daranno un sollievo a chi più soffre. Ma ci si rende conto che occorrono mezzi ingenti (si è visto dal primo giorno) e che per questo è sempre più necessaria e urgente la solidarietà nazionale. II nuovo parlamento si riunirà tra pochi giorni e comincerà il suo lavoro. Ci sono tesi politiche incerte e confuse, com'è comprensibile. Sarò arduo comporre una maggioranza e formare un governo. Ma il Friuli-Venezia Giulia, il popolo che ha resistito esemplarmente al disastro del terremoto, non può attendere. Se si pensasse per prima cosa a questa gente, crediamo davvero che talune difficoltà sarebbero viste meno grandi. La polemica in ogni caso si ridurrebbe per lasciare il posto all'azione, alla concretezza. Sarebbe un atto di grande sensibilità, diremmo uno storico esempio, se tra i primi punti all'ordine del giorno delle nuove Camere ci fosse appunto il Friuli. Il voto espresso dai friulani è stato chiaro e univoco nella richiesta e pertanto merita una risposta, non soltanto dagli eletti direttamente qui, ma da tutti i senatori e deputati. Ci auguriamo, con grande speranza, venga presto.

Vittorino Meloni 

Centri di raccolta per l'esodo, le famiglie smembrate


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Mels: si osserva il disastro