| Il Friuli merita la precedenza
Tra i primi punti alle nuove camere devono trovare posto i problemi della terra
devastata dal terremoto. Cresce il disagio dei senzatetto mentre scema la psicosi delle
scosse - si spera - in esaurimento.
NON PUÒ ATTENDERE
Più che alle analisi del
voto del 20 giugno. nelle chiacchiere e ai propositi più o meno emotivi che si fanno
altrove, qui si medita sulla condizione difficile e grave creata dal terremoto.
Fortunatamente, le scosse non sono più un appuntamento quotidiano: è subentrata una
calma finalmente rassicurante. C'é la buona notizia, pur diffusa con cautela perché in
campo sismico non si possono mai fare previsioni e calcoli certi, secondo cui la coda del
terremoto sarebbe ormai in esaurimento. Se riusciremo, e crediamo proprio che sia
possibile, a metterci il cuore in pace, perdendo quindi almeno uno parte della psicosi
penetrata dentro tutti noi dopo il 6 maggio, si lavorerà e si realizzerà con maggiore
speditezza e con risultati soddisfacenti. E' questione di tempo per questo problema
psicologico come del resto lo è per quelli della ricostruzione. Ed è questione di
volontà e di iniziativa che non dovranno venire meno. Mentre svaniscono le scosse, però,
non altrettanto può dirsi per il maltempo: il caldo e poi la pioggia e il vento
subentrati all'afa mettono i senzatetto di fronte a nuove prove. A questa altalena non ci
si assuefà. Anche se non si manifestano rabbia o scoramento, comportamenti non usuali ai
friulani, é notevole che si avverta più acutamente l'esigenza di provvedere. Sappiamo
che la regione sta approntando altri provvedimenti che crediamo daranno un sollievo a chi
più soffre. Ma ci si rende conto che occorrono mezzi ingenti (si è visto dal primo
giorno) e che per questo è sempre più necessaria e urgente la solidarietà nazionale. II
nuovo parlamento si riunirà tra pochi giorni e comincerà il suo lavoro. Ci sono tesi
politiche incerte e confuse, com'è comprensibile. Sarò arduo comporre una maggioranza e
formare un governo. Ma il Friuli-Venezia Giulia, il popolo che ha resistito esemplarmente
al disastro del terremoto, non può attendere. Se si pensasse per prima cosa a questa
gente, crediamo davvero che talune difficoltà sarebbero viste meno grandi. La polemica in
ogni caso si ridurrebbe per lasciare il posto all'azione, alla concretezza. Sarebbe un
atto di grande sensibilità, diremmo uno storico esempio, se tra i primi punti all'ordine
del giorno delle nuove Camere ci fosse appunto il Friuli. Il voto espresso dai friulani è
stato chiaro e univoco nella richiesta e pertanto merita una risposta, non soltanto dagli
eletti direttamente qui, ma da tutti i senatori e deputati. Ci auguriamo, con grande
speranza, venga presto.
Vittorino Meloni |
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