| Un voto perchè il Friuli continui
Una lunga pausa di sussulti ha consentito la serena meditazione degli
elettori. Neppure il 2 per cento i certificati non ritirati nell'area devastata.
CORAGGIO DI SEMPRE
Una giornata serena,
susseguente a un'altra pure quieta, dopo tante di angoscia per i ripetuti sussulti della
terra, ha rincuorato i friulani principalmente, ma anche i cittadini della regione che
partecipano all'estenuante dramma di questa terra. Benché i sensi siano avvertiti al
massimo e il ricordo delle ore tragiche non attenuato, questa pausa é parsa di buon
auspicio a tutti e ha comunque consentito un momento di meditazione, utile e doveroso
prima di andare a votare. Altrove c'è la tregua dei comizi, che qui sono stati pochi e
sommamente discreti; da noi c'è adesso, e speriamo duri, una tregua più importante
ancora, quella della almeno minore preoccupazione per il terremoto. Oggi, dunque, la
chiamata alle urne dovrebbe trovare la gente un po' più distesa. L'appello elettorale si
rivolge a quasi un milione di cittadini della regione (965. 848 esattamente) di cui 137.
088 sono quelli dei comuni disastrati dal sisma. Si prevede che la risposta sia ampia
perché, come già abbiamo osservato, i certificati elettorali non ritirati, nonostante
tutte le difficoltà e i disagi di una popolazione dispersa e per tanta parte senza casa e
domicilio fisso, non sono molti: ieri, appunto per i comuni colpiti dal terremoto e quelli
limitrofi all'area sconvolta, erano circa il 2 per cento e si prevede che si ridurranno
ancora. La volontà dei friulani di votare appare chiarissima da questo dato. Non ne
abbiamo mai dubitato, come ricorderà chi ci segue. Sapevamo e sappiamo che la
partecipazione alle elezioni sarà un modo per manifestare la volontà comune di
ricostruire e di pensare concretamente al domani. Non puramente per senso di
responsabilità, perché è noto che l'esercizio del voto é, più che un diritto, un
dovere di ogni cittadino consapevole del destino della nazione, ma anche una nuova
dimostrazione della forza morale, del coraggio di fronte alla sventura, della saldezza del
Friuli e della regione, di un Friuli che continua, resta sé stesso, intende essere unito,
e servire il paese se non altro con il suo esempio. Cosi é sempre stato nel corso della
storia. C'é semmai una conferma che nasce dall'essenza stessa di questa terra e della sua
gente. Dove l'acqua è più pulita, il pane è pane e il vino é vino, tutto é meno
inquinato di altrove, e la civiltà non si é ridotta e anzi si é sempre esaltata nel
confronto con le vicine e diverse regioni e nazioni. Evidentemente anche la scelta
politica è un atto che si compie con coscienza grande e sicura. Abbiamo raccontato, in
questi 44 giorni seguiti alla terribile notte del 6 maggio, frammenti di una storia di
abnegazione e di capacità, di fierezza e di grandezza d'animo. Non siamo rimasti soli
anche se l'ondata di commozione che ci veniva da fuori si é forse ridotta - perché gli
aiuti continuano ad affluire e con essi la prova che non saremo abbandonati. Però,
logicamente, occorrerà avere voce in parlamento ed essere presenti, con uomini che
conoscano la tragedia friulana, nelle occasioni in cui si dovrà decidere tutto quel che
occorre, e occorre ancora tanto, per rifare quanto é andato distrutto, per riparare
quanto è stato rovinato, per rinascere insomma e cancellare del tutto i segni di morte e
di devastazione. Per questo voteranno i friulani e tutti i cittadini della regione. Sarà
un voto che vale al di là della sua entità numerica perché rappresenta un popolo che
merita, oltre all'affetto di tutti, di essere ascoltato e seguito, se possibile imitato.
Sarà pure un voto più forte del terremoto, di chi appunto sa resistere anche a questo.
Vittorino Meloni |

|
Enzo
Lettig: Ero nella Julia, non faccio un'altra ritirata |
| 
Uno dei tanti campi... tenda18, oggi come ieri polenta
|
|