Cuore in Friuli
della Repubblica
I trent'anni si celebrano severamente nella solidarietà con la regione in
lutto. A Gemona la commissione speciale discute per il riparo dall'inverno: prefabbricati
che non siano baracche. I morti sono saliti a 954. Ieri sei scosse, ma poco avvertite.
Ford ha firmato la legge per i 21 miliardi di aiuto ai terremotati. Oggi gli alpini in
congedo cominceranno la loro opera di riatto delle case che si possono salvare.
NON CROLLA L'ESEMPIO
"Viva la
repubblica!, risorga il Friuli": abbiamo letto queste parole sui manifesti che
coprono tanti muri, lesionati o no, del Friuli. Crediamo che il cuore della Repubblica sia
oggi in Friuli e nella regione attingendo qui quella serenità, quella fortezza d'animo,
quella civiltà del confronto democratico che sono sembrate smarrite in tante altre parti
e per gravissimi episodi di violenza. Si è già detto, in occasione di un dibattito
televisivo, che il Friuli e la regione possono costituire, normalmente, un punto di
riferimento per la rinascita nazionale. Ne siamo oggi, a 26 giorni dal catastrofico
terremoto, che ancora continua, più che mai convinti. Ma a caso in questa regione la
propaganda politica ha spento le luci e gli autoparlanti e non spande parole, ma semmai si
rivolge agli atti concreti. Neppure incidentalmente, chiunque voglia profittare del
disastro, contestato oppure no, è escluso dalla comprensione e dall'attenzione della
gente. La Repubblica (traducendo dal latino come si deve), e allora la Repubblica è qui,
nel modo migliore, in una unità di spirito, di energia, che isola e non distingue, ma
anzi rafforza il vincolo con tutta la nazione. Se c'è un esempio da guardare, in un
quadro per tanti versi incerti e pericoloso, è proprio dunque oggi il Friuli e questa
regione. Nel tessuto della società friulana non è penetrato un velenoso acido corrosivo:
è rimasto intatto, nonostante lo sconquasso del terremoto, il saldo senso della civiltà,
della dignità umana. Il Friuli vuole risorgere, si capisce da segni concreti delle
migliaia di senzatetto, e vuole al tempo stesso chiamare il paese a concorrere all'opera
immane distraendolo dalle intricate querimonie che lo dividono e lo assillano.
Bisognerebbe davvero che la gente che si perde dietro mille distinguo e altrettanti conati
velleitari, che gli italiani disattenti delle sciagure, venissero qui, tra i nostri morti,
le nostre case morte, le nostre città con un filo di respiro per capire che cosa conta
davvero e come tutto il resto, tutto quel che divide accidiosamente, sia superfluo e
dannoso, fuori luogo e fuori senso. In questa terra, che se si guarda e si scopre appare
diversa e migliore, nella mentalità della gente e nell'azione comunitaria, oggi
l'anniversario della costituzione della Repubblica, evento storico che ci consacra alla
libertà non sarà celebrato con feste, come non sarà dimenticato o coperto con il pur
legittimo lutto: sarà invece un giorno di costruzione e di lavoro, di spirito individuale
che si manifesta, umilmente e generosamente, un giorno storico mentre, un giorno storico
che si proietta sul domani con fiducia benché si sappi che è difficile, con speranza
benché si conoscano le insidie. Un benefico stimolo può venire, pertanto, dal Friuli che
vuol risorgere, che è sempre risorto nei secoli, che non si è mai arreso, non è mai
crollato, neppure con il terremoto.
Vittorino Meloni |

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Gemona
del Friuli: la chiesa di Piovega |

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Tarcento:
una croce, la speranza |
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