Si rivuole il focolare
in attesa della casa
Nuovi segni positivi della volontà di ripresa dei friulani. Costituiti i
gruppi di tecnici per le abitazioni da riparare.
IL SENSO ANTICO
Continuiamo ad annotare
segni positivi, secondo l'aspettativa che si aveva già nei primi giorni dopo il
terremoto. Non soltanto incomincia l'attività una schiera di gruppi, sono 97, costituiti
dalla regione per controllare i danni delle abitazioni che si possono riparare, ma sorge
anche dalle comunità la richiesta di essere mantenuti del tutto, ma di provvedere anche
da soli. Autorità e popolo, come si vede, non trascurano di prendere iniziative. Quel che
vale di più, sostiene l'esemplare volontà di rinascita, è lo spirito della gente. Si
avverte che tra lo stato e il popolo non c'è antitesi e non c'è neppure alla lontana
l'idea che a tutto debba pensare appunto la comunità nazionale. Si sa che lo stato è dei
cittadini, e i friulani si sentono partecipi con lo scrupolo e con interesse misurato e
prudente come appunto si conviene quando si tratti di un bene proprio. Abbiamo avuto a chi
da alcuni centri di richieste che si contrappongono alla neghittosità che umanamente
potrebbe cogliere chi non ha più nulla, avendo tutto perduto. Non basta affaticarsi per
riattare le case lesionate, quelle che sono ancora abitabili con qualche riparazione, ma
molte famiglie vogliono anche provvedere a farsi da mangiare per proprio conto. Lo spirito
friulano è individualista e al tempo stesso ricco di fraternità. Ecco, dunque, che dopo
aver ricevuto assistenza piena, i friulani fanno i conti di quanto costa dare da mangiare
a tutti loro, quelli si capisce che sono nelle zone terremotate, e rivelano che vorrebbero
fare economia, appunto per fare risparmiare allo stato, cioè a tutti, compresi noi.
Intendiamoci, non rifiutano l'assistenza, il pasto che viene preparato ancora, in molti
centri, dall'organizzazione militare, ma vogliono avere la loro parte di lavoro e non
essere del tutto estranei a questo problema essenziale. La consuetudine di buona
amministrazione, di saggia parsimonia, di contemperamento fra il necessario e il
disponibile, resta integra nella concezione di vita del Friuli che riprende il
sopravvento, si manifesta con civile richiesta. Considerando questi segni, si accresce la
fiducia: il disastro immane che ha sconvolto tanta parte del Friuli non ha rotto affatto
la sua tradizione e la sua forza storica per cui è risorto ogni volta dopo tante
sciagure. Ci daranno gli altri una mano, ma i friulani faranno la loro parte. Con le forze
unite, quelle della solidarietà e quelle dell'iniziativa locale, si farà meglio e prima.
E' il caso, ci pare, di non dubitare del futuro, anche se tanto difficile.
Vittorino Meloni |
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Gemona
del Friuli: la piazza centrale |

Venzone: dopo la scossa
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