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| Cividale | 25,3 | 3-4 |
Partendo dalla stazione FS di Cividale (vedi linea ferroviaria Udine- Cividale) voltiamo a sinistra per raggiungere un semaforo, dove giriamo in direzione di Tarcento; all'incrocio successivo imbocchiamo a destra via Piave, che percorriamo lasciando sulla sinistra e ci immettiamo su via delle acque, superiamo un locale di agriturismo e proseguiamo fino al bivio seguente, dove giriamo a destra in direzione del campanile di Sanguarzo. Giunti in questo paese ci immettiamo sulla statale 54, che percorriamo fino a Ponte San Quirino, dove voltiamo a sinistra in direzione di Vernasso: qui lasciamo l'ancona sulla sinistra ed attraversiamo il paese. Superati anche gli abitati di Oculis, Spagnut, Biacis e Cras giungiamo ad un bivio, dove continuiamo diritti in direzione di San Giovanni d'Antro. A Tarcetta seguiamo la stessa indicazione e, dopo poco più di un chilometro in salita, arriviamo alla grotta di San Giovanni d'Antro, efficacemente segnalata in loco. Il borgo d'Antro pare possa vantare un'esistenza più che millenaria, a giudicare da un documento dell'imperatore Berengario che nell'888 ne concedeva l'uso, assieme alla grotta, al diacono Felice che vi conduceva vita eremitica. In questa località si fondo mirabilmente elementi artistici, storici, geologici, paleontologi, paesaggistici. Notevoli esempi di architettura rurale adeguatamente ripristinati si contrappongono alla chiesa di San Giovanni, incastonata nella roccia e direttamente comunicante con la lunga cavità che fu un tempo dimora dell'Ursus speleaeus. Esplorata per oltre 4 chilometri, la grotta si sviluppa su più piani e presenta alcune sale principali collegate da corridoi non sempre facilmente agibili. L'accesso al pubblico è riservato solo alla prima parte della grotta; un orario regolamenta le visite e per ulteriori informazioni è necessario rivolgersi in loco. Proseguendo sulla strada è possibile raggiungere Pegliano, da cui parte una mulattiera che, dopo un paio di chilometri, ci porta al cospetto di un "patriarca verde": un maestoso castagno di 300 anni che, nonostante la veneranda età, pare conservare gelosamente i segreti di misteriose creature del bosco sopravvissute alle proprie leggende. Dopo la visita riprendiamo la via del ritorno, superando nuovamente Tarcetta e voltando a sinistra al bivio seguente. Oltre il ponte voltiamo a destra verso Cividale, superando così prima Tiglio e poi San Pietro al Natisone, oltre il quale si trova un altro ponte su una spettacolare forra del Natisone. Al bivio posto nelle immediate vicinanze voltiamo a sinistra e poi subito a destra verso Cividale, il cui centro abitato dista poco più di 4 km. Arrivati nella città ducale e percorsa via Europa voltiamo a destra al semaforo seguente e, superato il ponte del diavolo, attraversiamo il centro per immettersi su viale Libertà, dove giriamo a sinistra per raggiungere la stazione. da: Robert Schumann, Treni e bici in Friuli Venezia Giulia, Ediciclo Editore |