Parte vitale della casa-azienda contadina friulana era la stalla (stale) non solo quale ricovero di animali domestici (mucche, buoi, manze, vitelli) ma anche luogo d'incontro della famiglia o di pių famiglie del borgo nelle sere d'inverno. Normalmente costruita accanto alla cucina (cjase) e sovente una porta comunicante per favorire il passaggio del calore, era di modeste dimensioni. Ospitava circa un paio di mucche e altrettante manze. Dietro un basso tramezzo di legno (paradane) era ricavato lo spazio per i vitelli. Gli animali erano legati alla mangiatoia (grepie) che correva lungo il muro principale, volgendo la terga alla porta d'ingresso. Si favorivano cosė i lavori di rimozione del letame e della preparazione giornaliera di nuove lettiere (scjerni). Sopra la stalla c'era il fienile, al quale era collegata con una botola (trombe) per farvi scendere il fieno.



Pochi erano gli arnesi presenti: alcune catene, la museruola (cos), lo scagnetto per sedersi a mungere, un piccolo truogolo di legno per somministrare crusca o altri integratori (concje), i collari in legno per i vitelli (cjavine). Dal punto di vista sociale la stalla rivestiva una grande importanza per il raduno serale (file). Al lume di una piccola lucerna ad olio le donne filavano o cucivano; gli uomini riparavano gli attrezzi discorrendo tra loro, i bambini dormicchiavano o ascoltavano le storie narrate dagli adulti. Le file si protraeva fino al periodo pasquale.