A Fagagna, alla fine del secolo scorso prendeva il via una attività artigianale di grande importanza sociale, la Scuola Merletti (lavorazione con tombolo a fuselli) ad opera della contessa Cora di Brazzà e del senatore Gabriele Luigi Pecile. L'iniziativa oltre ad essere notevolmente vantaggiosa per le giovani fagagnesi di allora, che venivano a trovare un'occupazione redditizia e dignitosa, si rivelò ben presto foriera di espressioni artistiche grande interesse, poichè i manufatti delle fanciulle fagagnesi andarono oltre gli stessi ambiti locali, tanto da conquistare il raffinato mondo femminile di un tempo, in cui trine e merletti costituivano motivo di moda e di prestigio (basti pensare che i merletti di Fagagna giunsero fino alla casa reale e le merlettaie fagagnesi si conquistarono il titolo di " merlettaie della Regina"). Possiamo affermare senza tema di smentita che il merletto fagagnese rivaleggiava con quello più famoso di Burano. La scuola ebbe vita rigogliosa fino agli anni '50 circa e terminò, per una serie di mutamenti sociali ed economici, intorno agli anni '60. 
I disegni della Scuola, i registri e numerosi e preziosi manufatti, conservati fino a poco tempo fa dalle Suore di Maria Bambina, che hanno raccolto l'eredità della scuola fino alla sua chiusura, sono ora patrimonio del Museo. Il visitatore può vedere ricostruita fedelmente la Scuola di merletti di Fagagna e leggerne la storia attraverso fotografie, documenti, manufatti del tempo.