Cjase Cocèl è un "eco-museo" (dal greco oikos = casa, luogo natale): un'istituzione che si occupa di studiare, conservare, valorizzare e presentare la memoria collettiva di una comunità. Infatti nel lungo periodo di preparazione del museo, accanto al restauro e alla catalogazione degli oggetti, è stata curata in particolare la memoria storica, attraverso i ricordi e le esperienze vissute degli anziani e di chi, in prima persona, aveva vissuto quel tempo. La casa presenta la vita quotidiana e il lavoro contadino friulani di un'epoca che va dalla fine dell'800 fino agli anni 50 circa, prima cioè dei grandi cambiamenti avvenuti negli anni 60 in Friuli, nella vita e nel lavoro. L'abitazione che ospita il Museo è un antica abitazione rurale risalente in alcune sue parti al 1600.


Acquistata dall'Amministrazione Comunale, è stata restaurata mantenendo intatte le caratteristiche tipiche della casa friulana contadina. Il nome, Cjase Cocèl, è riferito alla famiglia Chiarvesio (soprannome Cocèl) che per lunghi anni ha abitato la casa ed è stato mantenuto per ricordare una famiglia contadina locale e anche per sottolineare lo spirito dell'istituzione museale, ciè quello di ricostruire la vera casa come era un tempo. Infatti il visitatore ha l'impressione di un luogo vivo, una casa abitata dove il tempo si è fermato, e questo è reso possibile dalla presenza di persone che eseguono varie
lavorazioni e attività agricole con antichi attrezzi e macchinari. Infatti troviamo al lavoro l'arrotino (gùe), l'ombrellaio (ombrelâr), il cestaio (zeâr), il fabbro (fàri), la donna che fila la lana (filandere), le merlettaie.


Ingresso, uffici, biglietteria, pubblicazioni, servizi wc, sala proiezioni, biblioteca; la sala didattica e di proiezioni e la biblioteca sono a disposizione di scolaresche e gruppi di studio per ricerche e laboratori, previo appuntamento. Il pozzo, il gelso, la liscivaia, la concimaia, la latrina, il pollaio, il forno del pane perfettamente funzionante, è costruito con le caratteristiche dei vecchi forni domestici. Le viti, iI gelsi, le colture varie, a fianco della casa è stato realizzato il broili, un piccolo podere nel quale sono piantumati il viale centrale di gelsi (necessari per l'allevamento del baco da seta), quattro filari di vitigni della viticoltura friulana e vari tipi di
cereali, che vengono raccolti con i vecchi sistemi per poi lavorarli nella giornata della trebbiatura. Inoltre è stata ricostruita l'aia con adiacente mulino, funzionante, e la fucina del maniscalco.



Foto concesse dal Comune di Fagagna e dal sig. Italo Di Fant - sito realizzato dalla P.S.C.G.