La fase seguente alla raccolta del frumento, è
quella della trebbiatura. Anticamente i contadini usavano il metodo di battere (scomâ)
il frumento mediante il batali, un arnese composto da un manico lungo, da una
specie di clava e da una striscia di cuoio che li unisce. Dopo battuto, il frumento subiva
un altro procedimento, veniva palotât cioè lanciato con una pala per liberare i
chicchi: alcuni contadini facevano camminare le mucche sopra le spighe per far uscire i
chicchi. La pulizia del frumento dalla pula avveniva mediante il vaglio (vâl), un
cesto di vimini fatto a conchiglia con due manici, col margine ribassato da un lato, che
serviva par svalâ el forment, cioè ripulirlo dallo scarto agitandolo
(l'operazione è anche detta vandi). L'ultima fase della pulizia era il passaggio
dei chicchi al setaccio (tamês, draç) ; per questo veniva usato anche il buratto,
(buràt ),che era un setaccio più complesso. Tutte queste operazioni manuali
vennero poi svolte dalla trebbiatrice che si diffuse all'inizio del secolo. La trebbiatura
a mano venne preferita da molti contadini anche dopo la diffusione della trebbiatrice,
soprattutto perchè in questo modo la paglia resta indenne a lungo e viene impiegata per
diversi usi ( esempio aggiustare i tetti ecc.). Tutti i contadini invece trebbiavano a
mano la segala per ricavarne il soleâr cioè la paglia pettinata che serviva a
legare i covoni del grano.
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