Il primo "segno" dell'industria dei giocattoli a Fagagna furono le "Bamboline friulane" vestite da merlettaie, sedute su minuscole sede impagliate, intorno a un rustico tavolo, apparse nel settembre 1891 alla "Prima Esposizione agricola fra contadini per le piccole industrie", che ebbe luogo nel castello di Brazzà. Fu la contessa Cora di Brazzà Savorgnan, già fondatrice delle Scuole Cooperative di Brazzà per merletti a fuselli, a interessarsi a quest'altra attività e a gettare il seme dell'industria dei giocattoli. Lei stessa, donna attiva, capace e intelligente, preparò i primi modelli di orsi, bambole e pagliacci, che vennero riprodotti dalla Signora Olga Renier Rossi di Udine e subito venduti. Nel 1904 la contessa Cora andò con la signorina Noemi Nigris in Germania, a Norimberga e a Sonneberg, a visitare le locali fabbriche di bambole e giocattoli vari; portarono in Italia molti campioni preziosi e ne iniziarono subito la produzione. Il laboratorio ebbe a Fagagna prima una sede provvisoria e sperimentale, poi trovò spazio nei locali della Casa della Gioventù, che ospitava anche le scuole, l'Asilo infantile, la Scuola Merletti.
Sono pochissime le testimonianze sull'andamento del laboratorio dei giocattoli; sappiamo certamente che venivano prodotti animali di panno, velluto e peluche, "famiglie" di cammelli, orsi, elefanti, cavalli, asinelli, conigli, pecorine e caprette dal più grande al più piccolo; gatti e cani in varie pose, alcuni su piccole ruote di metallo.

Altri avevano anche una piccola suoneria interna di sassolini. Molto belle anche le bambole, complete di guardaroba o vestite con costumi tipici italiani ed europei. I giocattoli del laboratorio figurarono alla Mostra di Udine dal 1905 e all'Esposizione di Milano del 1906. La produzione continuò con successo fino al 1915, quando le signore delle Industrie Femminili Italiane di Roma si interessarono all'attività e nell'ottobre 1916 organizzarono la "Prima Mostra del giocattolo italiano" a Udine, che ebbe un successo insperato e fece conoscere l'industria in tutta Italia.

Superate le enormi difficoltà causate dalla guerra, il Laboratorio Giocattoli riprese la produzione dei vecchi modelli gelosamente conservati. Nel settembre-ottobre 1917, alla Mostra di Venezia, figuravano ben 75 pezzi del Laboratorio di Fagagna: fu questo l'ultimo atto della piccola industria. Durante l'invasione del 1917-18, anche il Laboratorio Giocattoli fu completamente saccheggiato e distrutto. Oggi 'unica esauriente documentazione dei giocattoli di Fagagna è data dalle fotografie dell'archivio Nigris e da questi pezzi esposti, trovati in una soffitta. Ricorda una signora di Fagagna: "Quando ci fu l'invasione il Laboratorio fu saccheggiato, tutta la gente si precipitava a portare via qualcosa. Io piangevo perchè volevo andare a prendere un giocattolo da tenere per me. Mia mamma non ci lasciò andare. Tutto quello che ebbi fu un pezzetto di velluto che mi regalarono: serviva per fare i pupazzi. La gente saccheggiò i velluti e le stoffe, c'era miseria e facevano comodo più dei giocattoli.