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I comodini erano di solito due, ai lati del letto. Servivano per lo più a riporvi il vaso da notte (l'urinâl) per i bisogni notturni. |
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Nella camera, quasi sempre, c'era lo spazio per il lavandino (lavandin). Lo troviamo in varie forme: a tavolino per appoggiare catino e brocca, a trespolo, a secchiello. Questo a trespolo è arricchito da una mensola per appoggiare il sapone e dallo specchio (mancante). Nelle camere il freddo d'inverno era così intenso da far si che l'acqua nel catino si gelasse e, per lavarsi, bisognava rompere il ghiaccio. Gli asciugamani facevano parte del corredo della sposa erano preziosi e ricamati a seconda delle possibilità. |
Era appesa al muro, e prima di coricarsi si benediva il letto con un po' d'acqua benedetta e ci si faceva il segno della croce. |
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E' una specie di padella di rame con coperchio a traforo nella parte superiore con un lungo manico, che si riempiva di braci e si usava per scaldare il letto.Bottiglie scaldaletto. Di rame o alluminio venivano riempite di acqua calda e servivano a scaldare il letto. Le antenate della borsa di gomma (boces de aghe cjalde). |
Per i neonati si usava la cestina che poggiava sui cavalletti di legno (come il letto). Era comoda perché poteva anche essere trasportata in cucina e così il piccolo che stava accanto alla madre mentre lavorava. Di legno è la scune alte, una culla con la base leggermente arcuata per poterla dondolare. |
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La più vecchia forma di letto era quello sui cavalletti (jet sui cavalets). I cavalets sono bassi, di legno, talvolta decorati. Sopra i cavalletti, per formare il letto vero e proprio, venivano messe delle assi di legno su cui poggiava il materasso (stramaç): un grande sacco di tela, perlopiù a quadri bianchi e blu, riempito con le foglie secche del mais (scartos). ("Quando si sfogliavano le pannocchie si portavano sotto il braccio quelle più belle per riempire il pagliericcio"). Il saccone era provvisto di quattro tagli nella parte superiore (due se letto singolo) per "sprimacciare" le foglie, questa operazione era fatta ogni mattina appena alzati. Chi poteva permetterselo aveva il materasso di piumino sopra quello di scartos, per l'inverno, che veniva tolto l'estate per stare più freschi. Questa forma di letto perdura nelle case della nostra zona fino agli anni '50, nelle famiglie molto povere. Già negli anni '20 però le coppie più benestanti potevano permettersi un vero letto (le cocjete). Le cocjete è l'intelaiatura o fusto del letto coi traversi (brees) che sostengono il saccone a foglie (paion) o a molle (moleton - elastic). Si usava questo termine per le lettiere di ferro, ma soprattutto di legno. La cocjete è il mobile fondamentale per gli sposi. Le parti della cocjete sono la cocjete di ciâf, testiera, e da pît, pediera, e les bandineles, sponde del letto. I letti non erano molto grandi, erano di persone e mieze anche perché le stanze erano molto piccole e spesso un'intera famiglia dormiva in una stanza. |