Rive d'Arcano |
La Pieve di S. Martino Vescovo a Rive d'Arcano è edificio allungato, costruito in più riprese, con semplice facciata e torre campanaria addossata al fianco destro; ha interno ad aula, presbiterio con volta costolonata contenente altare maggiore del 1717 con statue dell'Annunciazione e, addossato al muro, altare in pietra dipinta (ne restano vaghe tracce) del 1530, firmato dal lapicida Carlo da Carona. È costituito da una predella, da due fasce separate orizzontalmente da una robusta cornice marcapiano e verticalmente da lesene che creano sei nicchie nelle quali sono poste le figure di S. Urbano, S. Martino, Santo Vescovo in alto, S. Giovanni Battista, Madonna con Bambino e S. Zaccaria in basso. Completano l'altare al sommo due volute, le figure dell'Annunciazione ai lati e dell'Eterno Padre al centro. Rispetto ad altre sculture di Carlo, sembra qui di vedere un fare più grossolano, imputabile forse al cattivo stato di conservazione. Nella chiesa, acquasantiera del 1504 di Giovanni Antonio Pilacorte (pessimo stato di conservazione per lo sfaldarsi della pietra), un fonte battesimale del 1541, altare del Rosario costruito nel 1845 da Pietro Fantoni di Gemona. La Chiesa comparrocchiale di S. Leonardo, cui si accede per mezzo di una scenografica scalinata realizzata nel 1932 su progetto del capomastro Giordano Venuti (altri progetti furono redatti da Pietro Zanini e Provino Valle), ha facciata di tipo neoclassico (Pietro Zanini, 1932). Per decorare l'interno lavorarono i pittori Ugo Brollo di Gemona (1924), Antonio Della Marina e Domenico Forgiarini (1946). Nella Chiesetta di S. Giorgio ad Arcano Inferiore, portale del 1515 dovuto al Pilacorte (tredici teste di cherubini alati e decorazioni negli sguanci di stipiti e architrave; bassorilievo con S. Giorgio che libera la principessa del drago nell'architrave); nella Chiesetta di S. Mauro, sempre ad Arcano, vasti brani di affreschi nella controfacciata e sulle pareti laterali riapparsi dopo il terremoto. Il più antico affresco della parete di destra (Cristo giovinetto) può essere datato tra XII e XIII secolo, mentre un ciclo unitario (controfacciata e pareti, con Giudizio Universale, Storie della vita di Cristo, Madonna con Bambino, Santi, Incoronazione della Vergine) ha i caratteri della pittura friulana postvitalesca (fine XIV - inizio XV secolo). Nella Chiesetta gentilizia del Castello di Arcano Superiore (S. Maria della Neve) è stato portato l'altare settecentesco in marmo, con statue di S. Paolino d'Aquileia, del Beato Bertrando e con bassorilievo raffigurante S. Ermacora, che si trovava nella Chiesetta di S. Ermacora annessa al Palazzo d'Arcano (ora Presidio militare) in via Aquileia a Udine. Nel Castello (uno dei meglio conservati del Friuli, con parti di notevole interesse storico e di grande suggestione) bifore tardo romaniche nei piani superiori del mastio, affreschi settecenteschi dovuti al padovano Andrea Urbani a piano terra (un simpatico dipinto che mostra il servitore Angelo in piedi, in livrea e con tanto di parrucca, accompagnato dall'ironica scritta "Angelo Candussio serve fedelmente beve terribilmente. Nato 1730", paesaggi nella sala da pranzo), ariosi soggetti bucolici (giardini all'italiana, boschi con leggiadre figurine di nobili o di pastori, di bovari, di contadini), alcune tele con ritratti di personaggi della casata degli Arcano. A Rodeano Basso, nella Parrocchiale portale di Carlo da Carona (ca. 1540): pregevole per l'elegante lavorazione degli stipiti e l'accurata esecuzione dell'Eterno Padre della lunetta (forse frammento di un distrutto altare che Carlo eseguì intorno al 1550 e che è ricordato dai documenti); nella Chiesa parrocchiale di Pozzalis, affreschi del pittore tarcentino Carlo Boldi nel soffitto dell'aula della chiesa e nella sagrestia (1794). Nella Sala consiliare comunale, affresco allegorico di Arrigo Poz (1988).