Ravascletto |
La Chiesa parrocchiale di S. Matteo apostolo in Ravascletto fu costruita nel 1718 secondo moduli tipici dell'architettura carnica: ha facciata a capanna, timpanata, con lesene in tufo grigio a contornare le specchiature chiare, e campanile del 1787 ben scandito orizzontalmente, con bifora campanaria. L'interno della chiesa, ad unica navata, si mostra sobrio ed elegante (ma forse un pò "freddo") dopo i recenti restauri; possiede un altar maggiore in marmi policromi di bella dimensione, con putti e statue dei Ss. Matteo e Carlo Borromeo, databile al XVIII secolo; nel presbiterio, due grandi tele raffiguranti l'Ultima Cena e la Discesa dello Spirito Santo, di artista friulano operante agli inizi del XVII secolo, ancora suggestionato dal fare dell'Amalteo. Nel soffitto. affresco con la Trinità eseguito come quello raffigurante S. Matteo nella navata dal pittore di Ligosullo Giovanni Moro (18771949). Due altari laterali in legno dell'avanzato Settecento (con statue lignee di qualche bottega della Val Gardena, secolo XX: Madonna della Cintura e Sacro Cuore), tele della Via Crucis di maestro carnico dell'Ottocento, probabilmente Antonio Taddio. Un trittichetto su tavola, con le figure della Madonna con Bambino e i Ss. Rocco e Sebastiano, ora nella chiesa, è stato attribuito ad imitatore provinciale di Pellegrino da S. Daniele: rientra nell'ambito della pittura friulana popolareggiante della metà del secolo XVI. La Chiesa parrocchiale di Zovello è edificio di pretta spiritualità carnica, sorto forse nel XIV secolo, rimaneggiato dal m.o Rupil di Bedech nel 1523, rifatto infine nel XVIII-XIX secolo (con uso abbondante del tufo e gradevoli soluzioni, come quella dell'ingresso laterale alla chiesa attraverso la base dell'antico campanile). Nel presbiterio, antica custodia per gli oli santi in tufo con rozzi ma efficaci bassorilievi dell'Agnus Dei e del Volto di Cristo (secolo XV); altare maggiore in legno del secolo XIX con tre statuette lignee nel fastigio appartenenti forse al precedente altare, opera di Giovanni Antonio Agostini (1550 ca.-1631), pittore e intagliatore cui si devono anche le due tavolette dipinte appoggiate alle pareti e raffiguranti l'una i Ss. Agostino e Osvaldo, l'altra le Ss. Lucia ed Elena: lavori forse privi di forza ma nel complesso dignitosi e vivacissimi nel colore. Addossati all'arco trionfale, due altari lignei ottocenteschi che contengono statue di bottega valgardenese (S, Antonio da Padova, S. Cuore di Gesù, secolo XX). Nel territorio comunale, ancora la Chiesetta di S. Spirito, dalle euritmiche linee (e con il campanile che si imposta al centro della facciata) e la Chiesetta di S. Giovanni in Campivolo in cui è conservato un dipinto raffigurante S. Giovanni Evangelista dovuto ad Ignazio Baldauff (morto ad Augusta nel 1783), nominato pittore di corte dal Vescovo di Augusta. Opera di notevole livello artistico, giunse a Ravascletto probabilmente grazie agli scambi commerciali esistenti tra Carnia e Baviera: nella chiesa, il dipinto fu puntualmente ripetuto dal pittore carnico Antonio Taddio (secolo XIX).