Chiusaforte

La Chiesa parrocchiale è sorta su progetto dell'architetto pordenonese Giovanni Battista Bassi (1792-1879) intorno alla metà del XIX secolo (1835). Ha una facciata di tipo neoclassico, con pronao formato da quattro alte colonne e due semicolonne con capitello ionico, frontone aggettante. All'interno, tre navate divise da alte colonne scanalate che sostengono una trabeazione; la copertura della navata ha volta a botte, quella del presbiterio a crociera. Tra le opere d'arte mobile, qualche dipinto di epoca barocca (la Via Crucis, popolaresca, è del 1619; alcune tele di scuola veneta: Madonna con Bambino, San Nicola e un chierichetto, 1713; Martirio di S. Bartolomeo, secolo XVII; Madonna con Bambino e i Ss. Antonio e Francesco, 1743), un dipinto di Lorenzo Rizzi (secolo XIX, Madonna con Bambino tra i Ss. Nicolò e Biagio), altro di Titta Gori, di Nimis, con il Battesimo di Cristo (1907). Anche la Chiesa di S. Paolo a Raccolana è stata progettata da Giovanni Battista Bassi, ma non ha avuto compimento. Particolarmente interessante la facciata divisa in tre parti, delle quali la centrale arretrata, terminanti tutte con una lunetta. All'interno, aula a tre navate divisa da colonne con capitello ionico. La Chiesetta di S. Antonio, a Casasola, di semplicissima struttura architettonica, possiede le opere di maggior interesse: un altare ligneo del XVIII secolo, con colonne tortili alla maniera di quelli eseguiti da Eugenio Manzani (all'interno un bel dipinto con la Madonna e S. Antonio del XVIII secolo) ed una pala d'altare recentemente ricoperta che porta la firma e la data (1735) di Nicola Grassi, il più celebre degli artisti carnici. Il dipinto - inserito in un bell'altare marmoreo - raffigura la Sacra Famiglia tra i Ss. Matteo e Nicolò e quantunque presenti vistose lacune, nelle parti originali la pennellata risulta fresca e leggera, gradevole l'organizzazione degli azzurri, dei rossi, di gialli intrisi di luce, sapiente l'impaginazione di gusto rococò. La chiesetta possedeva anche due pregevoli statue lignee del XVI secolo (Ss. Pietro e Paolo), da poco restaurate che, insieme con altre opere e suppellettili di minor conto, sono state asportate nel luglio 1987.