Nel gennaio dell'anno 1251 il Patriarca ed il Conte di Gorizia giunsero ad
un trattato di pace, che fu stipulato in Cividale; tuttavia la pace non fu duratura. Nel
1277 il notaio di Fagagna, certo Morando o Norandi, inviò un segreto avviso ad Ottone
Viocente, arcivescovo di Milano, informandolo dell'intrapreso viaggio del Patriarca,
Raimondo della Torre per la Germania, onde ottenere aiuti militari per una nuova guerra
contro la Repubblica Veneta. Le lettere inviate, recavano il sigillo coll'impronta dei
Villalta e, catturato il messo lombardo, al quale erano state affidate, costui confessò
ogni cosa. Il Patriarca, lo stesso giorno della cattura, diede ordine di far troncare una
mano, nel castello di Fagagna, al notaio Morando. Nel giorno 7 aprile del 1304 il castello
di Fagagna fu assediato dalle truppe del Conte di Gorizia, che entrato con mille armati
nel Friuli, recava gravi danni agl'interessi del Patriarca. Nel 1313 i d'Arcano
incendiarono il castello del loro nemico, il nobile Pietro di Fagagna; il fuoco divampò,
bruciandolo in gran parte. Nel 1328 il castello fu fortificato per ordine del Patriarca
Pagano, signore della Torre, per resistere alle armate del Duca di Carinzia. Nel 1339,
nonostante tale fortificazione, il Conte Enrico di Gorizia, occupò il castello di Fagagna
assieme ai castelli di: Savorgnano,Tricesimo, Buia, S. Daniele, commettendo nel corso
delle operazioni militari relative all'occupazione, massacri e stragi atroci. Nel 1350 lo
spietato Conte Mainardo di Gorizia congiurò per fare uccidere il Patriarca Bertrando di
Saint Genies; parteciparono alla congiura molti castellani del Friuli, e tra gli altri:
Simone di Castellerio, Guglielmo di Colloredo, Rainardo di Prampero, Giacomo Savorgnano,
Simone di Valvasone ed i nobili di Spilimbergo. Il giorno 7 giugno dello stesso anno,
nella piana della Richinvelda, fu teso un agguato al Patriarca, di ritorno dal Concilio di
Padova; gli armati si scagliarono contro il corteo e la scorta del Patriarca. Carlevario
di Fagagna, Federico Savorgnano, Gherardo di Cuccagna con altri Udinesi, si serrarono in
cerchio attorno al Patriarca, e nonostante la strenua resistenza, lo uccisero. Ciò che
rimase della scorta del Patriarca fu incarcerata.
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La
torre vista dal muro tondo |
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